Parigi: Il primo campionato nazionale di corsa sui tacchi a spillo si svolge stasera a Parigi in luogo top secret, comunicato solo alle partecipanti. In palio 3.000 euro in buoni acquisto da spendere per le scarpe in vendita sul sito Web degli organizzatori (sarenza.com). Selezionate 32 squadre da 3 ragazze, che per gareggiare devono obbligatoriamente portare tacchi di almeno 8 centimetri ed essere vestite con un look sexy. Si affronteranno in una pericolosa staffetta di 360 metri.
Un po di giorni fa, ho fatto un post sul mio amico Benny, qualche sera fa vi ha risposto ringraziandovi tutti.
Anonimo Anonimo ha detto...
Ciao a tutti, pace vera e gioia piena in Cristo Gesù nostro Tutto. Sono l'amico di Nella, p. Benedetto, vi rinrazio per gli auguri e per l'incoraggiamento. Il Signore vi benedica +. P. Benedetto
Colpo scena contro i due psichiatri: il pm Giangiacomo Pilia ha contestato l'aggravante della preisione del rischio che il paziente sarebbe potuto morire in seguito alla scelta della terapia.
La prima udienza,i l I7 aprile scorso, aveva escluso i testimoni del pubblico ministero che aveva depositato la lista fuori tempo massimo. Colpo di scena e lungo rinvio.
Ieri a distanza di sette mesi, nuovo coup de theatre e breve rinvio: al primario di Psichiatria Giampaolo Turri e alla sua collega di reparto Maria Cantone, accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di un paziente ricoverato al SantissimaTrinità, il pm GiangiacomoPilia ha contestato l'aggravante della colpa cosciente con previsione dell'evento.
Termini tecnici per dire che i medici di Giuseppe Casu, l'ambulante quartese ricoverato in
Psichiatria con un trattamento sanitario obbligatorio, nel momento in cui lo hanno legato al
letto..e lo hanno sottoposto a cura farmacologica hanno previsto che il paziente sarebbe
potuto morire.
Non hanno però accettato quel rischio, altrimenti sarebbe stato di omicidio volontario e il processo sarebbe dovuto traslocare in Corte d'Assise.
Decisamente troppo: se anche il tribunale del lavoro, nel respingere il ricorso Turri contro la sospenspensione di cinque anni decisa dall'Asl 8 dopo il rinvio a giudizio, abbia sostenuto che si tratta di un fatto grave non comparabile con altre colpe mediche, contestare l'omicidio volontario ai due psichiatri per scelta terapeutica appare eccessivo.Comunque sia, l'aggravante contestata ieri dal pm non è una banalità.
Tutt'altro. Il pm potrà ora portare davanti al giudice Simone Nespoli nuovi testimoni a sostegno dell'accusa e la difesa potrà combattere con le stesse armi.
Di lì il rinvio dell'udienza all'11 dicembre. Il primario e la sua collega di reparto erano presenti ieri mattina nell'aula del Tribunale monocratico: si sono seduti fra i banchi in seconda fila,vicino ai loro difensori, gli avvocati Gianfranco Màciotta, Guido Manca Bitti,
Massimo Ledda e Vincenzo Sau.
C'erano anche la vedova, la figlia e gli altri parenti di Giuseppe Casu, parte civile con gli avvocati Mario Canessa e Dario Sarigu, ma sono rimasti dietro la balaustra che delimita
lo spazio riservato al pubblico.
Sembrava che il processo dovesse finalmente decollare, invece c'è stato il nuovo colpo di scena. Il pm ha annunciato l'integrazione del capo d'imputazione con aggravante: <>:
In parole semplici: il 15 giugnò 2006 Casu fu ricoverato in Psichiatria con uno stato di agitazione psicomotoria.
Venne sottoposto contenzione fisica e gli furono somministrati alcuni farmaci. Contenzione
e sedazione per tutta la durata del ricovero, fino alla morte del paziente, il 26' giugno:
trombo-embolia dell'arteria polmonare. Secondo l'accusa la contenzione fisica fu lecitamente prescritta ma venne continuata in modo <>: nessuna consulenza cardiologica né un elettrocardiogramma ne un esame ecografico dei vasi venosi
per verificare le condizioni cardiocircolatorie.
In quel modo, secondo la nuova imputazione, si sarebbe potuto decidere di non somministrare alcuni farmaci e scongiurare alterazioni cardiache capaci
di provocare scompènsi cardiaci e respiratori.
Anche perché non si era provveduto neppure alla radiografia del torace.
Fin qui le accuse del pm, la difesa replicherà nella prossima udienza.
Maria Francesca Chiappe
E' stata rinviata al 30 marzo 2009 l'udienza che dovrà sancire il divorzio tra un 91enne di Barano e una 60enne di Serrara Fontana.
A far slittare la definitiva rottura del vincolo coniugale, non ci sarebbe un ripensamento dell'anziano, oggi assente, ma un certificato medico per problemi di salute.
La vicenda dei due protagonisti : lui 91 anni, sposato in seconde nozze dopo la morte della prima moglie, e lei 60 anni, ha destato scalpore e curiosità sull'isola d'Ischia. Un matrimonio, il loro, durato 19 anni: fino a quando lui non ha deciso di chiedere il divorzio. La causa? Secondo la moglie è perché lui ha un'amante. Secondo il marito è perché, invece, é lei ad avere un'amante. Questa mattina la donna si è presentata al Tribunale di Napoli ma per l'assenza del 91enne l'udienza è slittata. I due si conobbero anni fa sul posto di lavoro: lui era datore di lavoro e lei bracciante agricola. Poi il 91enne ha fatto fortuna, ha investito nel settore immobiliare, ha realizzato tre alberghi, ha acquistato proprietà. Ora la moglie gli ha presentato "il conto": sì al divorzio ma alimenti e contributi previdenziali mai versati. La notizia ha fatto il giro dei telegiornali nazionali, forse per l'età dei coniugi.
Ischia, a 91 anni chiede il divorzioLa moglie lo accusa: «Ha un'amante»
La storia non avrebbe nulla di strano se, i protagonisti, non avessero 60anni lei e addirittura 91 lui. Accade a Barano d'Ischia dove l'anziano ha chiesto al Tribunale lo scioglimento definitivo del legame coniugale mentre lei ora vuole gli alimenti e anche la casa dalla quale è stata sfrattata. Il novantunenne, già vedovo, e dunque alle sue seconde nozze, oltre che essere marito, è stato per un bel po' di anni anche il suo datore di lavoro. La donna, infatti, lavorava come bracciante agricola quando lui si occupava di coltivazione di patate. Poi, l'uomo, è riuscito a realizzare la costruzione di un prestigioso albergo nella zona dei Maronti, ad Ischia: un impero economico, un patrimonio immobiliare di tutto rispetto con l'acquisto da parte della società anche di altri alberghi. La sua seconda storia d'amore ha, però, stando alle accuse, lasciato spazio anche ad una terza relazione. Lui ha chiesto il divorzio e lei non si è opposta ma vuole, però, gli alimenti mai versati, la casa e i contributi previdenziali che dopo il matrimonio non le sono stati versati.
Oggi la voglia di ricominciare, la richiesta di divorzio e l'accusa di tradimento. Lunedì prossimo, al Tribunale di Napoli, ci sarà la prima udienza.