lunedì 26 maggio 2008

INCREDIBILI REALTA' DI UNA CIVILTA MODERNA


Sono venuta a conoscenza di questa storia, così per caso, all'inizio non potevo crederci, ma poi spulciando in giro ho dovuto constatare che purtroppo è tutto vero .....
Penso che come me, molti non conosceranno la storia del signor Giuseppe Casu, e così colgo l'occasione per raccontarvela :

Comitato Verità e Giustizia per la morte del signor Giuseppe Casu

Giovedì 15 Giugno 2006 in piazza IV Novembre a Quartu il signor Giuseppe Casu, accanto alla sua ape parcheggiata, come ogni giorno vendeva un poco della frutta e verdura contenuta nel cassone.
Nulla di notevole sino a quel momento in una giornata che sembra tranquilla. Poi, in tarda mattinata, il dramma. Tutto avviene molto rapidamente, intervengono i carabinieri con le guardie municipali, spunta fuori anche un'ambulanza. Gli agenti lo afferrano con la forza, di fronte a tutti, lo sbattono a terra, lo immobilizzano. Giuseppe Casu viene caricato, ammanettato, alla barella e portato via. È in atto un ricovero coatto in psichiatria.
"Sgombero Forzato: se ne va anche l'ultimo ambulante" titola trionfalmente l'Unione Sarda il giorno dopo, in un pezzo chiaramente ispirato dalla giunta comunale. È falso, Giuseppe Casu non è l'ultimo ambulante, ma è forse il più vulnerabile e viene colpito in maniera esemplare per ottenere il risultato di sgomberare finalmente la piazza dagli abusivi. Perché altrimenti tanta forza e tanta violenza è stata impiegata contro un individuo intento in una attività così pacifica?
Per completare il quadro di questa vicenda occorre fare qualche passo indietro.
Il fatto è che da qualche tempo la giunta comunale di Quartu ha intrapreso un'energica azione contro i venditori ambulanti privi di licenza, per il ripristino della "legalità", dunque anche i venditori di piazza IV Novembre erano da tempo nel mirino della giunta.
Nell'ambito di questa "guerra agli ambulanti" però le guardie municipali di Quartu, per ragioni che andrebbero chiarite, si sono accanite, in maniera assurda e ingiustificabile, quasi esclusivamente contro il signor Giuseppe Casu. Questo accanimento selettivo viene ammesso anche dal vicesindaco di Quartu, Tonio Lai, che nel dibattito in giunta del 6 Settembre 2006 dice: "Siamo a conoscenza di un fatto certo, che la polizia municipale ha emesso numerosi verbali a carico del cittadino, signor Giuseppe Casu. Ne ha emesso soprattutto a partire da Maggio 2005, tantissimi ...". A questa persecuzione il signor Giuseppe Casu, benché preoccupato, ha reagito pagando le multe e continuando ad andare in piazza IV Novembre per vendere.
Ma torniamo al giorno prima dell'agguato, il 14 Giugno 2006. I vigili si presentano dal signor Casu. Come sempre gli elevano una contravvenzione, ma questa volta il verbale raggiunge la cifra stratosferica di 5000 euro per la vendita senza licenza di frutta e verdura in strada. Una cifra che, questa volta, il signor Giuseppe Casu non farà a tempo a pagare.
Evidentemente nelle stanze dell'amministrazione comunale qualcuno proprio non sopportava l'ostinazione del signor Casu. Pensando ai drammatici fatti dei giorni successivi l'imposizione di questa multa sproporzionata assume l'aspetto sinistro di un avvertimento e di una provocazione.

I medici psichiatri, che si son presi l'incarico di risolvere il problema dell'ultimo ambulante resistente di Quartu, sono stati dunque anche responsabili del destino del signor Giuseppe Casu, dalla mattina 15 Giugno sino alla sua morte. A pensarci è una ben strana cosa, visto che formalmente sono dei medici e, in teoria, il loro compito sarebbe quello di curare la gente e non quello di togliere le castagne dal fuoco al comune in lite con gli ambulanti.
Il ricovero coatto (Trattamento Sanitario Obbligatorio o TSO) viene giustificato da uno stato di agitazione psicomotoria: il signor Casu dava in escandescenze. Ma il semplice buonsenso ci dice che questo poteva essere casomai inteso come un segno di salute mentale. Vorrei sapere infatti chi di noi non darebbe in escandescenze dopo che, coloro che il giorno prima ti hanno messo 5000 euro di multa, si presentano, ti intimano di andartene, e al tuo rifiuto, ti mettono altri 5000 euro di multa, poi ti saltano addosso e ti immobilizzano...
Cerchiamo di capire cosa hanno fatto davvero questi "medici" per la salute del signor Giuseppe Casu, all'interno del reparto di psichiatria dell'ospedale di Is Mirrionis a Cagliari, nella settimana in cui il paziente è riuscito a sopravvivere ai loro trattamenti.
Qualcuno si è preoccupato delle ferite che il signor Giuseppe Casu aveva subito durante le aggressioni di cui era stato vittima? Qualcuno si è preoccupato di quella mano gonfia? Della presenza di sangue nelle urine? O piuttosto la loro unica preoccupazione è stata quella di iniettargli un potente sedativo che spegnesse il suo cervello per qualche giorno, di legarlo al letto, di metterlo in condizioni di non rompere le scatole?
I familiari del signor Giuseppe Casu, quando vanno a visitarlo, lo trovano sempre legato al letto, sedato, col panno e privo di coscienza. Nei momenti in cui riprende coscienza chiede di essere slegato. Gli stessi familiari segnalano l'evidente gonfiore ed il colore violaceo della mano destra, ma nessuno si preoccupa del suo stato di salute.
Dopo una settimana il signor Giuseppe Casu muore, all'improvviso, sempre legato a quel letto da cui nessuno lo ha ancora liberato. Aveva 60 anni e non soffriva di nessuna malattia che lo potesse portare ad una fine così rapida ed improvvisa.
Anche dalla relazione della commissione d'inchiesta della ASL, istituita in seguito ad una denuncia dell'ASARP, risulta che il signor Casu è stato vittima di un 'trattamento inaccettabile': nel reparto di psichiatria lo hanno sedato e immobilizzato, legandolo al letto mani e piedi per sette giorni, dal suo arrivo al momento della sua morte e non gli hanno fatto nessun esame per verificare il suo stato di salute. Nonostante le gravi responsabilità accertate la ASL si rifiuta però di prendere qualsiasi provvedimento.
Per noi la morte del signor Casu è la diretta conseguenza di una politica precisa, della prassi violenta delle "forze dell'ordine" e del trattamento pseudo-medico che gli è stato riservato. Lo hanno ammazzato loro.
Morti come queste, di solito, sono presto dimenticate. Per la magistratura e gli investigatori non sono certo casi degni di interesse. Familiari ed amici, quando vogliono insistere per accertare la verità e le responsabilità, incontrano difficoltà di ogni tipo. Il più delle volte la gente finisce per rassegnarsi e lasciar perdere. Questo le guardie e gli psichiatri lo sanno bene, anche su questo contano per garantirsi l'impunità. Le loro vittime sono destinate a essere sepolte in fretta e dimenticate.
Questo sarebbe stato anche il destino del signor Giuseppe Casu, se non fosse stato per l'insistenza della sua famiglia che non si è rassegnata all'esito della frettolosa autopsia effettuata dai medici dello stesso ospedale il giorno dopo il decesso, e sta cercando di far riaprire il caso.
Diverse procedure amministrative e giudiziarie sono attualmente in corso, ma, come spesso accade, queste rischiano semplicemente di fare da anticamera all'oblio.
Per questo è assolutamente necessario che l'attenzione su questo terribile caso non venga meno nei prossimi tempi, non deve essere liquidato come normalità della vita di ogni giorno.
L'orrore della vicenda, suo malgrado esemplare, del signor Giuseppe Casu non può scivolare via dalla memoria. Verità e giustizia sono dovute a lui e a noi. Non dimentichiamolo, né dimentichiamo che verità e giustizia reali non coincidono con la versione ufficiale dei fatti.

6 commenti:

ISHTAR ha detto...

Ciao Nella
grazie di avere dedica uno spazio a questa storia.
Ti segnalo alucni incredibili passi avanti che si stanno effettuando.
Prima di tutto il link per ascoltare la vicenda tramite una canzone perchè si sa la musica è più immediata:
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http://www.myspace.com/crcposse
si intitola: signor Giuseppe.
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Dopo l'udienza preliminare il primario di psichiatria Turri è stato sospeso dall'Asl di compentenza, mentre la dottoressa Cantone che lo aveva in cura si dimise.
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All'udienza preliminare il giudice ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio e ora i due medici sono sotto processo per omicidio colposo.
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Dal proseguimento delle indagini è si è scoperto che le parti anatomiche di Giuseppe consegnate alla magistratura non erano le sue, ma scambiate con qelle di un uomo morto però di tumore che se nessuno se ne fosse accorto avrebbe scagionato complemante i medici.
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Questo fatto sconcertante apre una nuova inchiesta chiamata bis, dal quale ne consegue:
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arresti domiciliari per Antonio Maccioni il primario del reparto di Anatomia patologica, che fece l'unica autopsia a Casu, con l'accua di soppressione di parti di cadavere, favoreggiamento, falso materiale e ideologico e frode processuale.
Anche il responsabile tecnico Stefano Esu è indagato con le stesse accuse, ma in libertà.
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Il magistrato ha poi disposto il
sequestro dei computer del reparto di anatomia patologica insieme la server centrale affidati ad un tecnico informatico.
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Altro passo: riesumanzione molto probabile della salma per estrarre il dna e fare un esame tossicologico dei tessuti per verificare che la morte non sia dovuta solo alla contenzione fisica ma forse anche ai dosagi dei farmaci.
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Ciao

Alby ha detto...

Misteri come questo in Italia purtroppo ce ne sono tante, quando vogliono mettere a tacere un qualcosa di scotante per i signori che causano danni a qulacosa o qualcuno si mettono in moto tante persone, il caso di Giuseppe, penso che nn sia il solo, cosciamo questo ma secondo me altre persone hanno avuto maltrattamenti da parte di forze dell'ordine o morte in ospedali che nn si sa il come sia avvenuto, se poi andiamo a vedere quanti extracomunitari o nomadi o altri, fanno cose da film dell'horrore e nessuno mai riesce a capire, pensiamo a casi dove ci sono sparizioni di bambini o morte di genitori o altro, ne vediamo i giornali le tv che ci speculano sopra sulla morte, ma nel caso di Giuseppe forse nn c'era come al solito da mangiare per nessuno e nn parlo certo di cibo ma ben di soldi, forse se lui era amico o conoscenti di qualche magistrato o avvocato o politico, la verità veniva fuori ma lui la sua colpa era di lavorare e di nn conoscere nessuno, lui era una persona normale come tutte quelle che subiscono abusi e che nessuno mai punirà. Ciao

Tony Pannone ha detto...

E? troppo triste questa storia...ciao Nella..... pero' è giusto che se ne parli poi sono rimasto favorevolmente impressionate da ishtar per la conoscenza dei fatti .un saluto.....

ISHTAR ha detto...

Alby
Giuseppe ha una figlia che non ha paura di dire le cose che non ha smesso un attimo di lottare, nessuna conoscenza influente, te lo posso garantire!
E'una lotta che continua ancora oggi, i medici si sono potenti fanno parte di una casta, la famiglia di Giuseppe una come tante, che non è nessuno e che quando fece i passi di legge non sapeva nemmeno come avrebbe potuto procurarsi i soldi per pagarne le spese!
Si questa è una storia come tante, ma la famigli ha la fortuna di non essere sola, si è costituito un comitato cittadino, c'è il sostegno delle associazioni dei familiari...
E ti consiglio vivamente di leggere le parole della figlia pubblicate sul quotidiano di liberazione, qui il link
http://www.reti-invisibili.net/giuseppecasu
/articles/art_13116.html

Io per quello che posso nel mio blog non smetterò di aggiornare e informare su questa e di tutte quelle di cui vengo a conoscenza, ciao

Alby ha detto...

ok andrò a leggere sul sito che mi ha detto, cmq io volevo dire che persone come lui che hanno subito abusi di questo genere con le conseguenze dette ce ne sono tante e che purtroppo pochi giornali ne fanno riferimento e l'opinione pubblica anche e ripeto la loro sfortuna è di nn essere amici di qualche potente tipo avvocati o altro genere, vedi esempio della Franzoni che di amici lei ne aveva e conoscenze di avvocati che ne sostengono la sua innocenza. grazie dei chiarimenti Ishtar

Nella ha detto...

Ciao ishtar, sai ho dedicato questo post a questa vicenda perchè mi ha colpito moltissimo, e secondo me è giusto parlarne, far sapere cosa succede.
Grazie degli aggiornamenti.

Alby, so che la vicenda di Giuseppe non è ne la prima ne l'ultima, ma parlandone spero che non passino altre persone quello che ha subito lui, e che sta vivendo la sua famiglia.
Ciao

Ciao Tony, si è impressionante perchè si pensa che non possa accadere qui in Italia, anche a me ha fatto lo stesso effetto per questo ho voluto, scrivere questo post.
Ishtar è informata perchè mica della famiglia di Giuseppe.
Mi sto documentando io che non li conosco, figurati lei che li conosce.
Ciao