lunedì 26 maggio 2008

Lettera della figlia di Giuseppe

Mi fa piacere che anche voi siete daccordo che queste storie non devono passare inosservate, vi riporto la lettera della figlia di Giuseppe Casu.

La figlia dell'ambulante Giuseppe Casu chiede giustizia e solleva dubbi sul comportamento dei vigili di Quartu
Fonte: La Nuova Sardegna, 25 aprile 2008
25 aprile 2008

Il consigliere regionale di Rifondazione Paolo Pisu ha presentato un'interpellanza all'assessore alla sanità Nerina Dirindin per sapere perché è morto l'ambulante Giuseppe Casu il 22 giugno 2006 dopo sei giorni passati legato al letto nel servizio diagnosi e cura (spdc) dell'ospedale di Is Mirrionis. Pisu, componente ed ex presidente della commissione Diritti civili rilancia l'angosciosa domanda perché in due anni di polemiche quasi solo in difesa del reparto dove il pover'uomo è morto, si è dimenticato un tema fondamentale: quello della fiducia che i cittadini devono poter avere in un sistema sanitario cui si consegnano nel momento in cui sono più fragili. Ma nella conferenza stampa convocata ieri dove erano invitate la figlia di Casu, Natascia, la presidente di tutte le associazioni italiane dei familiari di malati di mente, Gisella Trincas, la responsabile del Comitato libertà e giustizia Francesca Ziccheddu sono emersi anche molti altri aspetti destinati a creare profonda inquietudine civile una volta che, nel procedimento penale pubblico, dovranno finalmente saltar fuori. Ormai famiglie e movimenti vogliono sapere com'è morto Casu, ma anche perché è finito in un reparto psichiatrico dopo essere stato ammanettato in piazza a Quartu: l'uomo, titolo di studio quinta elementare, non poteva fare l'esamino per la licenza di ambulante ed era condannato all'abusivismo. Aveva già pagato varie multe, di cui una da cinquemila euro. Gli era arrivata il 15 giugno (e questa non l'aveva ancora onorata), un'altra i vigili gliela volevano mettere quel giorno, il 16: in molti hanno visto che era nata una discussione, che Casu fumava il sigaro e parlava. Poi l'ambulante è finito a terra, un medico del centro di salute mentale di Quartu compilava in modo non completo il foglio per il trattamento sanitario obbligatorio, la mattina del 16 giugno Casu finiva all'spdc di Cagliari, il sindaco di Quartu non mandava l'obbligatoria richiesta di convalida al giudice tutelare entro le 48 ore successive, come impone la legge. Pisu, che è stato sindaco per 10 anni in un paese, ieri ha detto: a Quartu i tso risultano essere «abbastanza facili». Un aspetto su cui indagare: Gisella Trincas ha chiarito come la legge preveda la presenza contemporanea di tre condizioni, nessuna delle quali, affermavano ieri, sussisteva per l'ambulante. Grave, si diceva ieri nella conferenza stampa, che nessuno (vigili, centro salute mentale) abbia avvertito i familiari della vicenda. La domanda sul perché Casu sia finito all'spdc ne sottintende un'altra: un ambulante che si rifiuta di sgombrare la strada dalle sue mercanzie e si oppone, può infrangere la legge, eventualmente, perché «resiste» al pubblico ufficiale, magari gli scappa la parola grossa (gli insulti, appunto) e se esagera ancora può arrivare a «minacciare». In queste situazioni fioccano gli arresti, le denunce, che c'entra il servizio psichiatrico? C'era una «alterazione psichica tale da richiedere un urgente intervento terapeutico» e tutte le altre condizioni per arrivare a un tso?
Fin qui la prima parte, poi cominciano i sei giorni in cui l'uomo è stato sedato con farmaci e sempre tenuto legato al letto. Ai familiari che lo andavano a trovare chiedeva di essere slegato, voleva andare a fare la pipì sulle sue gambe, chiedeva di mangiare e di fumare. Nel processo penale si dovrà accertare se esiste un nesso di causalità tra l'essere rimasto legato al letto per tanto tempo e la morte. Ma il punto, civile e morale, che alle associazioni dei familiari interessa è anche un altro: la contenzione fisica deve sparire dalle pratiche utilizzate negli ospedali, «nelle case di cura private per gli anziani», in tutte le realtà. Natascia Casu ha spiegato che «quando è morto mio padre il mondo mi è crollato addosso, mi fidavo dei medici, ma in seguito, capire che mio padre
era morto legato, è stato forse peggio della morte stessa. Ecco perché voglio sapere perché mio padre è morto, perché sono spariti i referti della sua autopsia e al magistrato sono state consegnate parti di un uomo deceduto per la stessa causa, tromboembolia,
ma ammalato di tumore». Natascia Casu non ha risposto alle molte domande: c'è un'inchiesta in corso. Francesca Ziccheddu ha sottolineato come i vigili, il 16 giugno, chiamarono un giornalista ma non avvertirono la famiglia di Casu; ha spiegato che il modello prestampato per il tso non era neppure tutto compilato; che non si sa neanche come chiamare una situazione dove Casu era stato ammanettato in piazza e poi tenuto legato al letto senza che mai una volta in sei giorni nell'ospedale si sia tentato qualcosa
per slegarlo. Solo nell'ordinamento penitenziario è ammessa la coercizione fisica, ma in casi ben chiari e comunque sempre alla presenza di personale sanitario ed esclusivamente per il tempo necessario. Pisu ha raccontato di come, nella piazza di Quartu, tanti, dopo il decesso di Casu, fossero andati da lui a dire che Casu era una persona particolare, chiassosa, ma «persona buona».
Infine Pisu, nell'interpellanza, chiede sostegno per i dirigenti della Asl che hanno sospeso il primario Paolo Turri quando questi è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo, decisione che ha scatenato le polemiche: «A me dispiace che un primario venga sospeso, ma nessuno può essere ritenuto al di sopra della legge».

La canzone dedicata al signor Giuseppe



12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao piccola ... è una storia che mette i brividi e sapendo che è vera ... non ho parole davvero.
Anche se so che non è molto sono vicino alla sua famiglia!!!
Un dolcissimo smack, da come scrivi capisco che sei emotivamente coinvolta, e conoscendoti non saresti tu se non lo fossi.
Ti abbraccio forte ...

Cesco ha detto...

Ciao Nella, anch'io ho seguito da poco la vicenda che ha visto coinvolti Giuseppe Casu e la sua famiglia, e tutt'ora laseguo con interesse. A poco a poco, i nodi vengono al pettine, e la giustizia, almeno speriamo possa ancora definirsi così, farà il suo corso. Secondo me il fatto di parlarne è una buona cosa, perchè impedisce che la cosa venga dimenticata.

Nella ha detto...

Ciao Gian ... si mi ha messo i brividi!!!
Non concepisco che accadano fatti del genere, ma purtroppo la vita ci da torto ....

Lo spero anche io cesco, ed è giusto parlarne, perchè ho notato che su episodi simili si cerca sempre di abbassare un velo ...

Alby ha detto...

Speriamo che chi ha comesso il reato e che abbia provcato questo lutto nella famiglia di Casu paghi tutto e che nn fanno come al solito a condanare con condizionale e con benefici, chi causa la morte di qualcuno deve pagare tutte le conseguenze e non puo non essere punito con la pena giusta, la storia ha dell'incredibile e inverosimile come si possa fare questo a un uomo che voleva lavorare, poi si cerca magari di aiutare il solito nomade o extracomunitario dandogli casa e lavoro e gli onesti italiani si priva di avere licenze solo per mancanza di un titolo di studio che a mio dire cosa gli poteva fregare di avere il diploma per uno che fa il venditore ambulante, e pensare che negli anni passati esistevano dirigenti con la 5 elementare e basta e capo uffici che nn avevano mai frequentato scuole superiori o altro ancora, beh lasciatemelo dire siamo in Italia!!!!!!

Nella ha detto...

Alby io non ho niente contro gli extracomunitari, però in effetti a volta capita.
Quello che non riesco a capire è che succedano cose simili e che una moglie e una figlia all'improvviso si vedano rinchiudere la persona amata e dopo sette giorni se la ritrovano morta senza sapere il perchè!!!
Spero che una volta tanto la giustizia italiana sia corretta ...
E anche se non conosco nessun membro della famiglia Casu, mi sento molto vicino a loro.

Ciao Al

istharb ha detto...

Buen inicio de semana!!!

Un beso

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

ciao nella,
buona settimana anche a te!

stella ha detto...

Morire in quel modo è letteralmente assurdo!!Immagino la famiglia che non sa darsi pace...Incredibile davvero tutto ciò...la verità verrà a galla,ne sono certa.Grazie nella!

Luka, back on the corner. ha detto...

Sono di stucco.
Grazie.

Buona settimana anche a te e...
ilsecondononlotrovopiùpeccatociao.

Luka

acquachiara ha detto...

Non è così semplice commentare senza cadere nella rabbia ma giustizia va chiesta, parliamo di classi professionali con importanti responsabilità per le quali sono pagati lautamente, errare è umano ma questa è una situazione in cui non si può parlare solo di errore, sette giorni sono un tempo infinito enon è possibile che persone che dovrebbero esser preparate non si siano accorte di nulla.
Spero che la giustizia per una volta sia efficiente e non permetta più a queste persone di esercitare una professione per la quale hanno dimostrato di non essere all'altezza, non lo riporterà in vita ma permetterà ad altri di poter avere ancora un minimo di fiducia nelle istituzioni :-)

L ha detto...

Sono passato anche io per un saluto...

Buona settimana,
L.

Nella ha detto...

Hola istharb, y también gracias a ti!
Un beso =)

Ciao marco un bacione!!!!

Stella ... credo che per la famiglia sia terribile!
Spero con tutto il cuore che chi ha sbagliato sia punito ... a parte per fare giustizia, ma anche perchè cose simili non accadano più e soprattutto per Giuseppe!!!

Ciao Luka lo ero anche io, e a dire la verità lo sono ancora ....

Concordo con te in tutto acquachiara, è impossibile che in sette giorni nessuno non abbia fatto niente ...
Spero che adesso sia la giustizia a fare qualcosa.

Ciao L. buona serata!!!